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Archbishop Wojda: We must not be indifferent to the drama taking place in Ukraine (EN+IT)

BP KEP / 12.11.2022
Photo credit: episkopat.pl
Photo credit: episkopat.pl

We are witnesses to a great drama taking place in Ukraine. We cannot be indifferent in this situation, said Archbishop Tadeusz Wojda of Gdańsk, Chairman of the Polish section of the Pontifical Foundation Aid to the Church in Need, during a press conference at the Secretariat of the Polish Bishops’ Conference. Right Reverend Wojda announced the 14th Day of Solidarity with the Persecuted Church, which this year will be celebrated on Sunday, November 13, under the motto: “Heal the Yearning.”

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Stiamo assistendo a un grande dramma che si svolge in Ucraina. Di fronte a questa situazione, non possiamo restare indifferenti – ha affermato Mons. Tadeusz Wojda, Metropolita di Danzica, Presidente della sezione polacca della Pontificia Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, durante una conferenza stampa presso il Segretariato della Conferenza Episcopale Polacca di presentazione della XIV Giornata di Solidarietà con la Chiesa Perseguitata, che quest’anno cade domenica 13 novembre, dal titolo: “Guarire la nostalgia”.


Archbishop Wojda indicated that this year the 14th Day of Solidarity with the Persecuted Church is dedicated to Ukraine, “both to all those who believe in God and those who do not. This coming Sunday will be dedicated to those who are in need of this aid. We are witnesses to a great drama which is taking place in Ukraine. We can observe enormous devastation of human and material resources, indescribable violence, suffering, spiritual and physical wounds. We must not be indifferent in this situation.”

The winter is at hand and since over 40 percent of the energy and heating infrastructure in Ukraine has been destroyed, as Archbishop Wojda pointed out, “this assistance is all the more needed and awaited.”

Bishop Edward Kawa, auxiliary bishop of the Archdiocese of Lviv, indicated that since day one of the war, Poland, the Polish nation, the Church in Poland, and Polish organisations have been ambassadors of Ukraine. He stressed that “Were it not for Poland and Poles, the situation in Ukraine would look completely different. Since the first hours of the war, we have experienced great brotherhood and help from the Polish people. Likewise, the prayers for peace are an important background that gives us strength and courage.” The bishop added that the aid from Poland makes up as much as 80 percent of the aid offered to Ukraine.

Bishop Kawa said that this aid was ongoing thanks to the cordiality and kindness of the Polish people. He recalled that winter is coming and large sections of Ukrainian cities are without electricity. “When there is no electricity, there is neither heating nor water,” he noted. “Despite these difficult conditions and imminent danger, Ukrainians are not fleeing the country. We no longer deal with the big wave that we had at the beginning of the war. Without help from outside, we cannot cope,” he stressed.

Bishop Kawa pointed out that the hands of the Church extend help to all. “This is a huge challenge for the Catholic and Greek Catholic Church. We still need a spiritual base. But it is also a challenge for us to bear witness. We are trying to help everyone, all centres of the Church in Ukraine are now made available to refugees,” he added.

Bishop Kawa thanked for this aid the Church in Poland, Caritas Polska, Aid to the Church in Need, the Polish nation, and all the shepherds of the Church in Poland. At the same time, Bishop Kawa called for more help.

Fr. Prof. Waldemar Cisło, Director of the Polish section of the Pontifical Foundation Aid to the Church in Need, highlighted the need for prayers for peace. He pointed out that Days of Solidarity with the Persecuted Church are held to offer tools to priests and men and women religious. He added that 270 churches and chapels in Ukraine have been destroyed.

Fr. Cisło observed that the Pontifical Foundation Aid to the Church in Need has been offering assistance to Ukraine since the outbreak of the war: “Every year we dedicated around 5-6 million euros for pastoral assistance. Now, during conflict, this assistance becomes emergency aid. This year we will earmark around 8 million euros for help to the Church in Ukraine.”

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Mons. Wojda ha fatto presente che la XIV Giornata di Solidarietà con la Chiesa Perseguitata è dedicata all’Ucraina, “a tutti, credenti e non credenti”. “Domenica prossima sarà dedicata a chi ha bisogno di questo aiuto. Stiamo assistendo a un grande dramma in atto in Ucraina, un’enorme distruzione di beni umani e materiali, un’enorme violenza, sofferenza, mutilazioni spirituali e fisiche. Di fronte a questa situazione, non possiamo restare indifferenti” – ha sottolineato il Metropolita di Danzica.

L’Arcivescovo Wojda ha sottolineato che l’inverno sta arrivando, e oltre il 40 per cento delle strutture energetiche e di riscaldamento in Ucraina è stato distrutto. “Per questo l’aiuto è tanto più necessario e atteso” – ha osservato.

A sua volta, Mons. Edward Kawa, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Leopoli, ha affermato che dai primi giorni della guerra la Polonia, il popolo polacco, la Chiesa Polacca e le organizzazioni polacche sono stati ambasciatori dell’Ucraina. “Se non fosse stato per la Polonia e i polacchi, la situazione in Ucraina sarebbe stata completamente diversa. Fin dalle prime ore della guerra, abbiamo sperimentato una grande fratellanza e l’aiuto da parte dei polacchi. Anche le preghiere per la pace sono un supporto importante che ci donano forza e coraggio” – ha sottolineato. Ha aggiunto che l’aiuto che arriva dalla Polonia è l’80% di tutto l’aiuto che riceve l’Ucraina.

“Grazie alla grande cordialità e gentilezza dei polacchi, questo aiuto continua a fluire” – ha affermato Mons. Kawa. Ha ricordato che l’inverno sta arrivando e che una buona parte delle città sono senza elettricità. “Quando non c’è elettricità, non c’è né riscaldamento né acqua” – ha ricordato. “Nonostante queste difficili condizioni e questi pericoli, le persone non fuggono dal Paese. Non c’è più un’onda così grande come quella che c’è stata all’inizio della guerra. Non saremmo in grado di farcela senza l’iuto esterno” – ha sottolineato.

Mons. Kawa ha sottolineato che le mani della Chiesa sono mani che abbracciano tutti con l’aiuto. “Questa è una grande sfida per la Chiesa cattolica e greco-cattolica. Abbiamo ancora bisogno di una base spirituale. Ma è anche una sfida per noi, per dare testimonianza. Stiamo cercando di aiutare tutti, tutti i centri della Chiesa in Ucraina sono ora aperti ai rifugiati”, ha aggiunto.

“Ringrazio la Chiesa in Polonia, Caritas Polska, l’Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, il popolo polacco, tutti i Pastori della Chiesa in Polonia, per questa assistenza, e allo stesso tempo chiedo ulteriore aiuto” – ha dichiarato Mons. Kawa.

Il Rev.do Prof. Waldemar Cisło, Direttore della sezione polacca della Pontificia Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, ha sottolineato che la preghiera per la pace è estremamente importante. “Per dare a sacerdoti e suore uno strumento di aiuto, organizziamo le Giornate della solidarietà con la Chiesa Perseguitata” – ha osservato. Ha aggiunto che 270 obiettivi sacri sono stati distrutti in Ucraina.

Don Cisło ha sottolineato che l’Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre aiuta l’Ucraina fin dall’inizio della guerra. Annualmente circa 5-6 milioni di euro vengono stanziati per l’aiuto pastorale, ma ora, in tempo di guerra, questo aiuto è diventato assistenza di emergenza. Quest’anno saranno circa 8 milioni gli euro stanziati per aiutare la Chiesa in Ucraina” – ha dichiarato.

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