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Padre e Pastore #6 | Alla sede episcopale di Lublino

Family News Service / 24.11.2021
photo. Primate Cardinal Stefan Wyszynski Institute
photo. Primate Cardinal Stefan Wyszynski Institute

Il Primate Stefan Wyszyński è rimasto nella memoria dei polacchi come statista, difensore della fede, della libertà della Patria e dell’assoluta dignità umana.


Il Rev.do Wyszyński – come ha ricordato più volte in seguito – rimase sorpreso dalla nomina e chiese del tempo per pensarci. Pregò tutta la notte. Non si sentiva preparato per un tale compito. Fino alla fine della sua vita, si rimproverò di non aver creduto subito: “L’uomo non è mai ben preparato per il compito che gli viene affidato all’improvviso. Anche io avevo molti dubbi. Pertanto, ero riluttante a seguire la Madre di Cristo, che ha subito detto: ‘Ecco la serva del Signore’. Non ce l’ho fatta ad essere così veloce. Pensavo in modo un po’ troppo umano, mi sono ricordato della mia inettitudine e ho dimenticato di cosa Dio è capace di fare, servendosi degli strumenti che Lui si sceglie”.

Il vescovo Wyszyński iniziò il suo ministero nel nome della Madre di Dio. Glielo affidò, scegliendo Jasna Góra come luogo di consacrazione episcopale il 12 maggio 1946. Nello suo stemma vescovile pose l’immagine della Madonna di Jasna Góra. Nella lettera pastorale per il giorno dell’ingresso alla Cattedrale di Lublino, scrisse: “Vengo qui direttamente da Jasna Góra, dalla Mediatrice di tutte le grazie (…). Sul mio stemma episcopale porto il volto sereno, anche se sfregiato dalla lotta, di Maria. Con tutta la mia fede infantile, Le ho chiesto delle grazie per Voi e per me, Amati Fratelli Sacerdoti e Fedeli, la benedizione per il nostro comune lavoro; confido che la Sposa dello Spirito Santo, la Regina degli Apostoli e l’Aiuto dei fedeli, la Madre di Jasna Góra sarà sia per me che per voi, Carissimi, uno scudo nella battaglia, la vittoria e la porta per Paradiso”.

A Lublino, ha cercato di circondare di amorevole cura le persone provate a causa della guerra. Ha viaggiato per la diocesi, ha raggiunto i suoi angoli più remoti e pericolosi, ha visitato le parrocchie e talvolta ha cresimato migliaia di persone; negli anni della guerra c’era stata molta trascuratezza. Le strade erano spesso impraticabili, raggiunse molte località in calesse. Visitò anche i quartieri più poveri di Lublino, andava a trovare i fedeli tra le rovine delle loro case. Un Venerdì Santo riuscì ad affacciarsi ad un’osteria per chiedere agli uomini cosa ci facessero lì in quel giorno. Ricevette una risposta disarmante: “Le nostre donne puliscono, cucinano, preparano torte e non vogliamo disturbarle”. La vista del vescovo in un luogo simile li riportò alla sobrietà. Il vescovo di Lublino era un sostenitore delle persone perseguitate politicamente, supplicava per i prigionieri e faceva di tutto per salvarli dalle condanne a morte per aver partecipato alle azioni dell’Esercito Nazionale o delle unità partigiane. Dio stesso moltiplicò le sue forze e gli assegnò compiti sempre più difficili.

Il 22 ottobre 1948 morì il primate August Hlond.

Ingresso del Vescovo Wyszyński. Lublino, 26 maggio 1946

Il vescovo Wyszyński scrisse nei suoi appunti: “Così spesso mi sono rallegrato al pensiero che nella situazione estremamente difficile della Chiesa in Polonia, la sua benedizione era il Timoniere, che guidava i suoi tormenti con mano ferma. Ci si sentiva stranamente calmi vicino al Primate Hlond”. Mentre scriveva queste parole, non sapeva che d’ora in poi sarebbe lui stato il timoniere provvidenziale.

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